Big Appetites – Christopher Boffoli

Benvenuti in un mondo in cui piccole persone hanno grandi personalità. Un mondo che sembra sotto-sopra, eppure è così meravigliosamente vero. Un mondo dove la polizia cerca di fermare un esercito di orsetti salati. Dove operai con piccone e martello scavano fragole. Dove un’oliva nera diventa una ruota di scorta.

Benvenuti nel mondo di Christopher Boffoli, fotografo americano che ha realizzato la serie Big Appetites che rappresenta piccoli personaggi immortalati in avventure fantastiche nei loro mondi fantastici fatti di cibo.

Come sono nati i Big Appetites?

Programmi di cucina, competizioni culinarie, riviste sulle ricette, ristoranti etnici. Nella società contemporanea le culture dei diversi popoli si intrecciano continuamente. A facilitare questo processo ci sono le fotografie patinate sulle riviste, la food photography, il food design, media grazie ai quali i nostri occhi riescono ad elaborare un’esperienza sensuale verso il cibo che le nostre bocche e i nostri nasi hanno (forse) dimenticato. Secondo Christopher Boffoli, il cibo è particolarmente adatto a diventare contesto estetico per un mondo capace di raccontare le diverse culture attraverso un linguaggio comune: quello del cibo. La sua accessibilità è l’ingrediente segreto del suo fascino.

Così, dal suo studio a Seattle, un angolo di natura nel Nordest del Pacifico degli Stati Uniti, Christopher immagina e crea le sue opere. Sin da piccolo è stato affascinato dalle miniature, ma l’ispirazione per la sua serie di piccoli mondi è nata da un progetto chiamato “Travellers” di Walter Martin e Paloma Munoz, opera che trasporta lo spettatore in un mondo in miniatura dentro a piccoli globi di neve. Ma la sua ispirazione non finisce qui. Viaggiare tra musei e città lo ha portato a contatto con realtà artistiche diverse, facendogli conoscere paesaggi esotici e inquietanti. Tutti in miniatura, naturalmente.

Travellers – Walter Martin & Paloma Munoz


Dall’ispirazione ai fatti, però, le cose si complicano. I set costruiti dall’artista sono tutti realizzati a mano, artigianalmente, in un angolo di studio particolarmente adatto per la luce che offre. Certo, questo quando la stagione permette di avere una chiara luce naturale, altrimenti entra in gioco l’aiuto della luce artificiale.

Ogni dettaglio è pensato perché ci sia la giusta corrispondenza tra il cibo e l’idea che l’artista ha in mente. E perché il contesto risulti ancora più autentico di come appare, Christopher non utilizza alcun software per i ritocchi fotografici (tranne rarissime eccezioni), ma soltanto vernice, pennello e qualche stecchino per supportare i suoi piccoli personaggi sui cibi più morbidi.

Ogni mondo ha una forza e una personalità propria. E ciò che rafforza ancora di più il carattere delle immagini è la didascalia che racconta la storia dei personaggi. Leggiamo, per esempio, quelle delle due opere seguenti:

Le didascalie aggiungono un elemento di sorpresa e umorismo che sfida l’immaginazione dello spettatore, rivelando una storia che supera l’apparenza.

Beh, non mi resta che lasciarvi alla cosa migliore da fare: tuffarvi nei fantastici mondi dell’artista: qui trovate tutte le sue immagini http://www.bigappetites.net/

di Chiara Cocon


fonti:
http://www.bigappetites.net/series/

immagini:
Google search

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