Esposizioni ispirate dall’Expo

Come ben sappiamo oggi il cibo è diventato oggetto di discussione quotidiana un po’ ovunque: dai blog, ai forum, sui social media, ma anche televisione e radio ne parlano spesso. Da qualche anno a questa parte, il cibo ha coperto un ruolo da protagonista e fa parlare di sé in vari ambiti: discutendo di salute, o di pratiche alimentari come il vegetarianismo o il veganismo, oppure parlando di ricette dalle più raffinate alle più povere, e così via.

Questa tendenza del momento ha avuto sicuramente il suo momento migliore con l’Expo del 2015 che ha reso Milano la capitale del tema “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”. Ma qui su olio su tela, come abbiamo chiaramente espresso nel The Oliva Manifesto, non pensiamo al cibo come gusto, odore, ricette, diete, ma come colore, valore, rappresentazione. Un cibo che “si spoglia dei vestiti comuni per essere modellato attraverso i supporti ed i materiali propri dell’arte moderna, contemporanea, della performance, dell’arte in generale”. Ecco quindi che possiamo rintracciare nel tempo esposizioni e mostre dedicate proprio a questo tema a noi caro, ispirate da questo evento che ha apportato tanta visibilità al nostro Paese.

Al padiglione Italia dell’esposizione universale del 2015 di Milano possiamo trovare due opere che ci interessano particolarmente. Vucciria, olio su tela del pittore siciliano Renato Guttuso, che rappresenta lo storico mercato palermitano dove il cibo e i colori sono protagonisti del dipinto. Ortolano, di Giuseppe Arcimboldo, un’opera reversibile che, se in un primo momento può sembrare una semplice Ciotola con ortaggi, ruotandola va a prendere proprio le forme della testa dell’ortolano.

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Renato Guttuso, Vucciria

Arts & Foods: Rituali dal 1851” una mostra tenutasi alla Triennale di Milano dal 9 aprile all’1 novembre 2015 curata da Germano Celant e Italo Rota. Cibo, arte e design sono i tre pilastri che caratterizzano questa esposizione allestita in 7000 metri quadri di ampiezza, che si contraddistingue per la varietà delle installazioni e che comprende opere di diversa natura: pittura, scultura, fotografia, cinema, design, architettura, installazione, video, musica, letteratura, pubblicità.

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De Nittis
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Oldenburg
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Frank Gehry
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Arman
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Sharon Core
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Tom Friedman

Il cibo nell’arte. Capolavori dei grandi maestri dal Seicento a Warhol” mostra che ha avuto luogo al Palazzo Martinengo di Brescia dal 24 gennaio al 14 giugno 2015 curata da Davide Dotti. Un’esposizione di opere che comprendeva quattro secoli di cultura artistica dove il tema centrale era il forte legame tra il cibo e le arti figurative. Dal Barocco al Rococò, dal Romanticismo ottocentesco alle avanguardie del Novecento, un percorso attraverso l’evoluzione delle correnti artistiche per dar luce alle dieci sezioni tematiche della mostra: L’allegoria dei cinque sensi, Mercati dispense e cucine, La frutta, La verdura, Pesci e crostacei, Selvaggina da pelo e da penna, Carne salumi e formaggi, Dolci vino e liquori, Tavole imbandite, Il cibo nell’arte del XX secolo. Ed infine chiude la mostra l’installazione di Paola Nizzoli, la Piramide alimentare.

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Abrogio Figino, Piatto di pesche
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Vincenzo Campi, Mangiatori di ricotta
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Giovanni Battista Recco, Composizione con pesci e crostacei
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Andy Warhol, Campbell’s Soup Hot Dog Bean
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Mel Ramos, Chiquita Banana
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Paola Nizzoli, Piramide alimentare

Per la “BrerArt”, la Settimana dell’Arte Contemporanea tenutasi dal 19 al 23 ottobre 2016 a Milano il tema centrale “Nutrire il pensiero” ha avuto come oggetto fondamentale il tema delle arti visive e immagine del cibo. Questo progetto “intende confrontare le molteplici forme di linguaggio che esprimono con evidenza le straordinarie metamorfosi della percezione quotidiana del cibo”.

Mi vien da dire che l’Expo 2015 di Milano è stata un’occasione, non solo per dar luce a diverse culture culinarie, oltre che nostrane, ma è stata anche un’opportunità per diffondere la cultura in tema di cibo nelle arti moderne e contemporanee.

di Laura Cirri


fonti:

The Oliva Manifesto

La Triennale di Milano

arte.it

BrerArt

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