Arte(fatto) -Ritratti a regola d’arte

La storia ha attraversato una forte evoluzione del ritratto, passando da iconografie stilizzate a volti idealizzati, alla ricerca della perfezione, ma privi di espressione, ad altri, invece, carichi di pathos; da volti di profilo, segno di potenza e regalità, a volti frontali e a tre quarti, simbolo di serena leggerezza, sino ad approdare a volti visionari.

L’enciclopedia per eccellenza – Wikipedia – definisce il ritratto come “ogni rappresentazione di una persona secondo le sue reali fattezze e sembianze“.
Nell’arte, però, il ritratto supera la definizione di “mera riproduzione meccanica delle fattezze“, poiché l’artista nel processo creativo interpreta i lineamenti del volto secondo il proprio gusto e/o secondo le caratteristiche della corrente artistica a lui contemporanea.

Giuseppe Arcimboldo è esperto di questo, tanto che stravolge la dimensione del ritratto conferendo al genere un nuovo significato. Si tratta di ritratti burleschi eseguiti combinando tra loro, in un gioco di forme e colori, oggetti o elementi dello stesso genere alimentare, quali frutta, verdura, pesci, uccelli etc., collegati metaforicamente al soggetto rappresentato, in modo da rendere il ritratto sublime alla vista.
Le opere di Arcimboldo, secondo la critica del XX secolo, anticipano le tendenze del surrealismo, attingendo dalla cultura magico-cabalistica del XVI secolo e rivolgendo lo sguardo alla diffusione di enigmatiche decorazioni grottesche.
L’arte di Arcimboldo è dunque figlia del suo tempo, soprattutto nei movimenti verso la ricerca del significato nascosto delle cose, come nelle sue celebri Nature morte reversibili, o come nelle Quattro stagioni.

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Ritratti reversibili – Arcimboldo
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Le Quattro Stagioni – Arcimboldo

Ma il suo senso ludico si trasforma spesso in profonda inquietudine, come osserva il critico Roland Barthes: le teste dell’artista, oltre ad essere grosse, simpatiche, espressive e divertenti, rimandano ad un “malessere sostanziale”: il brulichio. Le cose viventi poste in disordine (prima di giungere ad un ordine visivo-intellegibile) evocano la vita di insetti, esseri vegetativi che abitano gli alimenti usati per formare il dipinto.
Tuttavia, l’aspetto “mostruoso” di questi volti vive tra l’essere un ritratto ludico e l’essere ricco di significato, capace di sollevare riflessioni inerenti la natura e la sua interpretazione.

Dopotutto, non è proprio l’estro creativo dell’artista a contraddistinguere un ritratto dall’altro?

Andando avanti nel tempo, circa 400 anni dopo, un fumettista, illustratore e architetto ha fatto del cibo il centro dei suoi ritratti, o meglio dei suoi disegni, come fece Arcimboldo a suo tempo.
Si chiama Massimo Fenati e il fumetto è sempre stato il suo pane quotidiano, sin da piccolo.
Una volta trasferitosi a Londra nel 1995 per fare il designer, ha dovuto compensare la mancanza dei dolci della mamma sperimentando ricette di tutti i generi. Così, tra il dire e il fare, la sua carriera da fumettista ha lievitato, portandolo ad essere famoso non solo per i libri pubblicati e i lavori di grafica televisiva, ma anche per le sue fantastiche illustrazioni. Il suo profilo Instagram è uno scrigno dedicato a una serie di vignette a tema, sintesi dei suoi migliori talenti: disegno e cucina, conditi con il suo riconoscibile umorismo. Massimo chiama i suoi lavori “foodies“, fusione delle parole food e doodle. L’autore prende alcuni cibi come oggetto d’ispirazione, li fotografa e poi li completa con il disegno, trasformandone il significato.

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Foodies – Marco Fenati


Ispirata, divertita e affamata, ho realizzato anch’io alcune vignette umoristiche. Facendo da cornice alle opere di Massimo Fenati e usando generi alimentari semplici, i cookie portraits (Cookie come nomigliolo del cognome Cocon) tendono a regalare un simpatico sorriso a chi le guarda.

Buon appetito, ehm, buona visione!

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Cookie Portrait – Jenny
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Cookie Portrait – Miss Elizabeth
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Cookie Portrait – Dottor Charles

di Chiara Cocon


fonti:

https://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_Arcimboldo

https://it.wikipedia.org/wiki/Ritratto

http://www.didatticarte.it/Blog/?p=1070

http://www.picamemag.com/foodles/

Immagini: Google Search

 

4 thoughts on “Arte(fatto) -Ritratti a regola d’arte

    1. Sono felice di aver potuto arricchire il blog con le tue opere e contenta che tu abbia apprezzato l’articolo. Mi è venuto spontaneo sviluppare un paragone con il grande Arcimboldo.

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