Il Crudo e il Cotto – Claude Lévi-Strauss

Ouverture

Dal titolo potrebbe sembrare un libro di cucina. Invece si tratta di uno dei più celebri trattati del Novecento sulla Mitologia. È anche l’opera più citata di Claude Lévi-Strauss, primo dei quattro volumi delle Mythologiques, rieditato dal Saggiatore nel 2016 dopo cinquantadue anni dalla sua prima uscita.

Sinfonia breve

Quindi, se non è un libro di cucina, di cosa parla?

Sposando l’idea che un titolo possa significare molto di più di quello che ci si aspetti, “Il Crudo e il Cotto” è un viaggio che inizia dall’esplorazione di un mito indigeno, il Canto Bororo, identificato da Lévi-Strauss come il mito di riferimento (M1), per poi intrecciarsi con altre storie, narrazioni, personaggi, paesaggi, invenzioni, leggende. Ogni mito si sussegue all’altro come le note in uno spartito o come gli ingredienti in una ricetta, metafore con cui l’autore sviluppa tutto il volume. Ogni pagina ha qualcosa della partitura musicale o del ricettario, così da sviluppare una sinfonia dai suoni cotti o crudi.

Perciò, vi invito a sedervi e a gustarvi questa magnifica melodia.

Sonata mitica

Lévi-Strauss studia l’arte culinaria dal punto di vista simbolico, così come il linguista opera verso il proprio campo di studio. A partire dalle pratiche, dalle storie e dalle immagini proprie di ogni mito e popolazione studiata, l’autore ci rivela schemi simbolici profondi sul rapporto che l’uomo ha con il cibo e su quale significato gli conferisce.

L’antropologo considera il mito un ponte di connessione tra lo stadio naturale e quello culturale, ossia una struttura capace di illuminare e dare una logica alle credenze del pensiero umano. Per Lévi-Strauss le opposte categorie di crudo-cotto, fresco-putrido, bagnato-bruciato – al pari dei segni linguistici – costituiscono schemi simbolici rivelatori con cui legare natura e cultura, cioè capaci di svelare il senso attribuito alla realtà.

Sembra un discorso complesso, ma basti pensare, a livello linguistico, ad una fiaba. Quante favole per bambini si rivelano portatrici di un messaggio più profondo, codice con cui il bambino sviluppa una visione della realtà?
Oppure, pensiamo ad un’immagine: il Mangiafagioli di Annibale Carracci. Il dipinto, esempio di “pittura di genere”, ritrae una normale scena di vita quotidiana in cui il vero soggetto, in primo piano, è il cibo. Una ciotola di fagioli e poco altro, descrive l’universo di simboli con cui traduciamo il dipinto: i fagioli, i più umili nella gerarchia dei legumi, rappresentano il cibo contadino per antonomasia, in accordo con l’ambiente povero e l’aspetto popolare del protagonista.

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Il Mangiafagioli – Annibale Carracci

Composizione a tre voci

Secondo lo studioso i cibi si presentano all’uomo in tre condizioni fondamentali: il crudo, il cotto e il putrido.

triangolo-culinario
Il triangolo culinario di Claude Lévi-Strauss

Il crudo è l’aspetto naturale del cibo. Il cotto è la trasformazione culturale del cibo. Il putrido è la trasformazione naturale del cibo. In ciascun vertice si evidenziano tre diverse modalità di cottura: l’arrosto, l’affumicato e il bollito. I cibi arrosto si trovano sul piano naturale, poiché nella cottura vanno direttamente a contatto con il fuoco. I cibi bolliti, invece, sono considerati artefatti culturali, perché utilizzano un oggetto per essere cotti – il contenitore – e l’acqua funge da mediatore tra il fuoco (natura) e la scodella (cultura). I cibi affumicati sono in parte simili a quelli arrosto, visto che non hanno alcun oggetto che ne medi la cottura, in parte simili ai cibi bolliti, poiché richiedono una cottura lenta e regolare. Il fuoco è, per Lévi-Strauss, l’origine di tutto: infatti consente all’uomo di cucinare i cibi, azione che gli permette di uscire dallo stato di natura per entrare a contatto con la cultura (cottura).

Si pensi ad esempio all’eroe che accende un fuoco per cuocere la carne, frutto della propria caccia. La cottura dell’animale catturato è un rito di passaggio che consente all’uomo di definirsi come tale all’interno della società, in un gruppo.

Il trattato mitologico, oltre ad esplorare importanti strutture mitiche, è per noi stimolo di riflessione sul giusto equilibrio tra società e natura, tra artificiale e naturale, tra culturale e mitologico. Invita a “diventare meno egocentrici e più ecocentrici”.

di Chiara Cocon


fonti:

Il Crudo e il Cotto, Claude Lévi-Strauss, Il Saggiatore Milano (1966)

http://www.ilsaggiatore.com/wp-content/uploads/2016/08/2016_07_31-repubblica-levi_strauss.pdf

http://www.ilsaggiatore.com/argomenti/antropologia/9788842822486/il-crudo-e-il-cotto-2/

http://www.taccuinistorici.it/ita/news/contemporanea/comunicazione/Il-triangolo-culinario-di-Levi-Strauss.html

immagini food photography

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