Quanto vale il mercato del cibo nell’arte?

L’arte è, per sua natura, spesso controversa. Se da una parte appassiona, dall’altra a volte genera sconforto, riluttanza, persino disgusto.

Particolarmente controverso poi è il “mercato dell’arte”. Quando si parla di quanto può valere una determinata opera o a quanto è stata battuta l’ultima asta, ecco scatenarsi il caos. Tra chi giudica il prezzo adeguato, a chi reputa un insulto dare un prezzo all’arte, fino a chi ritiene scandaloso spendere certe cifre.

Quando si parla di valore dell’arte, specialmente quella contemporanea, la discussione è sempre dietro l’angolo e da qualche parte ci sarà sempre quello che “il mio falegname con trentamila lire, la fa meglio”, per citare Giovanni nel film “Tre uomini e una gamba”.

Per una volta invece cerchiamo di lasciare agli altri le discussioni etiche e di valore, tralasciando critiche e giudizi e limitandoci ad osservare il fenomeno con un po’ più di leggerezza ed ironia.

Per noi di Olio su tela, la domanda è venuta quasi spontanea: “ma quanto vale il cibo nell’arte?”
Basta trascorrere un po’ di tempo su portali come Sotheby’s e Christie’s, due delle case d’aste più importanti al mondo, per farsi un’idea.

Durante queste settimane su Olio su tela, abbiamo citato diversi artisti che “lavorano” con il cibo, vi interessa qualche loro opera? 

Se credete che il “caos” delle tavole di Daniel Spoerri (di cui ci ha parlato qui Federico Spadoni) vi rappresenti, allora sappiate che potete trovare un’opera come questa (del 1965) all’asta. Prezzo stimato 20.000-30.000 €

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Un Tableau Piège di Daniel Spoerri all’asta su Sotheby’s

Però sappiate che un’altra sua opera datata 1972, stimata inizialmente 18.000-25.000 €, è stata battuta a ben 40.350 €. Così non vi fate trovare impreparati.

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La Tableau Piège da più di 40.000 €

Preferite la Pop Art? Nessun problema, molti artisti hanno creato numerose opere in serie, possibile che voi non ne abbiate nemmeno una?

Quanto starebbe bene un Warhol nel vostro salotto arredato in stile industrial?

Ecco magari non puntate proprio a questa Campbell Soup, venduta su Christie’s per 11.8 milioni di dollari e che detiene il record della serie di zuppe. Se la è accaparrata Eli Broad, la 65^ persona più ricca al mondo secondo Forbes, vi sconsigliamo di competere con lui.

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La zuppa Campbell più costosa del mondo.

Tuttavia, se proprio almeno un’opera di Warhol dovete averla, potete accontentarvi del “Campbell’s Soup Box: Noodle Soup” del 1986. Per questa (forse) vi basteranno solo 100.000-150.000 €.

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Accontentatevi di una zuppa di noodle. È pur sempre Campbell ed è pur sempre Warhol.

Oppure se puntini e linee fanno per voi, potreste puntare all’Hot Dog di Roy Lichstenstein (del quale ci ha parlato Chiara Cocon).

Ops! Ve lo siete perso. Stimato 220.000-300.ooo € è stato venduto per 469.000 €. Peccato, dovrete aspettare la prossima asta.

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L’Hot Dog di Lichtenstein datato 1964.

Avete un’anima anticapitalista e anticonsumista e volete dimostrarlo nel più controverso dei modi? Allora dovete avere un’opera di Claes Oldenburg (del quale ho parlato qui).

Però sappiate che i prezzi delle sue opere possono variare molto: da una pizza volante del ’64 da 4.800 € a un uovo fritto in padella del ’61 da 110.700 € c’è una bella differenza.

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La Flying Pizza di Oldenburg venduta per 4.801 € (per l’esattezza).
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Fried Egg in Pan. Il suo prezzo è di 110.704 €.

E per finire, se preferite andare più sul classico, abbandonate la pop art per concentrarvi su Giuseppe Arcimbolo, Fede Galizia o, addirittura, Cézanne.
Ma “occhio”, 
i prezzi non sono proprio abbordabili.

Tutte e quattro le stagioni di Giuseppe Arcimboldo sono state vendute ben al di sopra della stima di 355.000-590.000 €, arrivando fino a 921.475 € per la precisione.

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Le 4 stagioni da quasi un milione di euro.

Per una delle famose nature morte di Fede Galizia invece, un milione potrebbe non bastarvi. Questa meraviglia qui sotto è stata venduta per 2.181.765 €, e si stimava potesse addirittura arrivare a 2.500.000 €!

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La natura morta di Fede Galizia

E se nemmeno questo fa per voi, allora eccovi l’opera “di cibo” più costosa al mondo!

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Rideau, Cruchon et Compotier di Paul Cézazanne

L’opera di Cézanne è stata messa all’asta su Sotheby’s nel 1999 e ha raggiunto la cifra di 86.1 milioni di dollari (circa 82 milioni di euro) e si trova attualmente al 42° posto nella lista dei dipinti più costosi al mondo.

Insomma, non sarà Interchange di William de Kooning (a 300 milioni di dollari, l’opera numero uno della lista), ma Cézanne tiene alto il valore del cibo nell’arte.

di Davide Pari

 

fonti:

Sotheby’s

Christie’s

Wikipedia

Spoerri

Campbell Soup

Cézanne

 

 

 

 

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